Anche il Natale 25 รจ andatoโฆ Questโanno รจ stato una corsa bella, un poโ caotica, ma pur sempre una corsa. Di solito trovavo anche il tempo di preparare un piccolo DJ set da regalare come augurio, un gesto mio, personale. Ma tra il tempo che scappa sempre via e la stanchezza che arriva puntuale la sera, non sono riuscito a ritagliarmi nemmeno quel momento tutto mio.
Eppure, nonostante tutto, questo รจ stato un Natale diverso. Piรน leggero. Piรน mio. Erano anni che non ne vivevo uno cosรฌ. E in mezzo a questa leggerezza, cโรจ stato anche un pensiero che non manca mai: mia madre. Lei che non cโรจ piรน, ma che nei Natali continua a tornare, nei ricordi, nei profumi, nei gesti. Mi chiedo come reagirebbe nel vedere i suoi nipotini: non credono piรน a Babbo Natale, รจ vero, ma riescono ancora a portare in casa quella magia che solo i bambini sanno creare.
E quelle due dolci canaglie, insieme a mia moglie, la sera della vigilia sono riuscite quasi a farmi scendere una lacrima. Quella lacrima che arriva quando ti accorgi che stanno crescendo, che iniziano a prendere le loro prime decisioni , come Silvia, che a gennaio sceglierร la sua scuola superiore. Ma questo, forse, merita un pensiero a parte.
Ora arriva Santo Stefano, che un poโ come il primo gennaio porta addosso il destino del โgiorno dopoโ. ร il giorno in cui si mangiano i resti, in cui la magia del 25 si fa piรน quieta, piรน sottovoce, e si trasforma in un semplice โBuone festeโ. ร il momento in cui ci si siede, si respira, e si comincia a fare i bilanci. Il primo tempo รจ finito. Il secondo arriverร il 31 dicembre.


